SPINO D’ADDA – Incontro sulle centrali di stoccaggio, il comune ritira il patrocinio

16 marzo 2017

spino d'adda

IL PRIMO MANIFESTO

SPINO D’ADDA – Venerdì sera alle 20.30 in biblioteca a Spino d’Adda il Comitato No Gasaran di Sergnano e il Comitato Salute ed Ambiente di Cornegliano Laudense tratteranno di centrali di stoccaggio gas e anidride carbonica nel Cremasco. Spiega Claudio Bordogna, organizzatore spinese: “Solo conoscendo possiamo scegliere ed indirizzare le scelte dei nostri amministratori. La Pianura Padana sembra essere interessata dalla creazione di nuovi siti di stoccaggio (immagazzinamento) di gas, e di anidride carbonica. Siamo certi che tali attività non avranno una ricaduta sulle nostre vite? Ci sono persone che studiano l’argomento da anni, e alcune di queste persone saranno a Spino d’Adda il prossimo venerdì. Un’occasione da non perdere: senza fare allarmismo, ma attraverso la presentazione di documenti, ci spiegheranno la situazione attuale e quali potranno essere gli sviluppi futuri”.

Spiega Enrico Duranti di No Gasaran: “L’efficienza energetica delle abitazioni potrebbe abbattere drasticamente l’utilizzo di gas. Attualmente esistono le case passive, e un serio piano di investimento pubblico in questa direzione potrebbe essere la reale soluzione. Stesso discorso vale per i trasporti. Il continuo investimento su gomma e su strada è la scelta più sbagliata per poter mettere mano al bilancio energetico, mentre un piano nel settore del trasporto pubblico e della riorganizzazione delle merci potrebbe abbattere drasticamente il consumo di petrolio. L’Hub del gas, gli stoccaggi, la rigassificazione, il biometano, le trivellazioni sono al contrario scelte finalizzate a mantenere la situazione attuale, se non a peggiorarla vista la prospettiva di esportazione nell’area europea.

Quello che deve essere messo in discussione è il modello di sviluppo attuale, che si basa esclusivamente sul fossile e a volte sulla speculazione anche nel rinnovabile.

IL VOLANTINO ATTUALE, SENZA IL LOGO

Dobbiamo ragionare in modo differente sulla questione energetica. Dobbiamo rifarci a un modello basato sul minor impatto energetico, sulla minimizzazione del consumo, sull’efficienza. Un modello che può essere sviluppato solo su basi anticapitaliste, nelle quali l’energia non è più riconosciuta come merce ma diventa bene comune. Anche l’utilizzo del sottosuolo pone importanti riflessioni. È tendenza diffusa considerarlo proprietà privata, mentre è per legge un bene comune; le concessioni minerarie vengono infatti rilasciate con gara pubblica e non con vendita del giacimento. Di fatto quello che viene concesso è la possibilità di usufruire dell’utilizzo del giacimento. Ecco perché con il referendum dell’aprile scorso sulle trivelle si voleva introdurre il concetto di vita utile, che porta a decade-re la durata della concessione. La vita utile è il primo passaggio verso la privatizzazione del sottosuolo, scelta richiesta dalle compagnie petrolifere e metanifere. Ma il sottosuolo deve rimanere bene comune, soprattutto con la scelta politica attuale di sfruttamento illimitato dei geopotenziali a scopi di stoccaggio”.
Una particolarità: il manifesto che gira oggi dell’evento non presenta più il logo del Comune di Spino che invece inizialmente recava: l’amministrazione comunale ha tolto il proprio appoggio all’iniziativa?

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About silvia*

Sono una giornalista professionista. Questi sono i miei articoli (e foto) relativi i comuni di Rivolta d'Adda, Agnadello, Spino d'Adda, Pandino, Palazzo Pignano, Dovera.

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