RIVOLTA D’ADDA – Il Centrodestra dà agli animalisti della “piccola minoranza di persone non interessate alla festa patronale del santo e quindi alla nostra cultura locale”

11 luglio 2017

Rivolta d'Adda

MARIANNA PATRINI

RIVOLTA D’ADDA – Come ogni anno, alla sagra di sant’Alberto, patrono di Rivolta d’Adda, seguono polemiche sulla presunta povertà della festa. Quest’anno, l’amministrazione ha mantenuto le bancarelle (poche) della domenica, e ha inserito il sabato della sagra la cena multietnica in piazza Ferri e la domenica sera in piazza il concerto della banda. Ma molti rivoltani non sono contenti e chiedono i fuochi d’artificio, che non si fanno più da cinque anni.

Noi per Rivolta, capeggiati da Marianna Patrini, ha ufficializzato il proprio disappunto: “I rivoltani chiedono a gran voce il ritorno a celebrazioni adeguate per la festa patronale, includendo i fuochi d’artificio e le attrazioni per adulti e bambini” (quest’anno non era presente il luna park a Rivolta: i giostrai hanno preferito recarsi a cascine San Pietro). “E’ una questione che avevamo già negli anni sollevato ed è una tradizione molto cara, insieme alle solenni celebrazioni del santo, cui i rivoltani tengono molto e per la quale chiediamo maggiore considerazione anche in un’ottica di valorizzazione delle nostre tradizioni e cultura locale. Riteniamo importante la custodia delle nostre tradizioni e vorremmo fortemente che ciò avvenisse anche grazie all’impulso che un amministrazione comunale, può dare ai propri concittadini, favorendo la buona riuscita delle manifestazioni e celebrazioni storicamente previste. Non intravediamo motivi ostativi affinché ciò non avvenga, a meno che i nostri amministratori non abbiano deciso la definitiva abolizione della festa patronale, come ci pare di intravedere nell’azione di quest’anno. Se ciò fosse, chiederemo lumi e motivazioni a riguardo. Non vorremmo proprio che una piccola minoranza di persone non interessate alla festa patronale del santo e quindi alla nostra cultura locale, soffocassero il desiderio della maggioranza dei rivoltani di rivivere ciò che storicamente ha sempre caratterizzato la sua buona riuscita con solenni momenti di festeggiamento”.

Insomma, gli animalisti, che hanno chiesto che i fuochi non si facessero più (ma in realtà essi sono dsaltati perq iuestioni economiche: l’amministrazione preferisce impegnare altrove quelle somme) sono “una piccola minoranza di persone non interessate alla festa patronale del santo e quindi alla nostra cultura locale”. Dei mezzi rivoltani. Che dovrebbero rimpiangere le spumeggianti feste patronali dell’amministrazione Grillotti, quando patrini era assessore alla cultura e si occupava della sagra. 

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About silvia*

Sono una giornalista professionista. Questi sono i miei articoli (e foto) relativi i comuni di Rivolta d'Adda, Agnadello, Spino d'Adda, Pandino, Palazzo Pignano, Dovera.

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