PANDINO – Menclossi su Sonzogni: “Non rinnovare il ruolo di Responsabile di area è un diritto del sindaco”

15 marzo 2017

pandino

PANDINO – L’ex vicesindaco di Pandino, Antonia Menclossi, che durante Picinelli 2 e Dolini 1 era assessore ai servizi sociali, che è molto vicina all’attuale sindaco Maria Luise Polig e il cui genero è oggi consigliere di maggioranza, fa luce su ciò che molti pandinesi già sanno: l’assistente sociale Giovanna Sonzogni non è stata riconfermata nel ruolo di Responsabile d’Area per questioni legate al suo operato sul posto di lavoro, non allo scandalo delle molestie a un disabile che ha visto coinvolto il figlio di un amministratore di ieri e di oggi.

“Nel 2011 Donato Dolini, rieletto sindaco nel 2010, non ha riconfermato l’assistente sociale Sonzogni nel ruolo di Responsabile d’area, un incarico che viene dato su base fiduciaria e a tempo variabile, da un anno a cinque anni, fino al termine del mandato del sindaco. Avere tale posizione è sicuramente appagante sia professionalmente che economicamente, ma non è un diritto!”. E0 da aggiungere che la responsabilità di area n0n è un demasionamento: il dipendente mantiene la sua categoria (nel caso di Sonzogni, D, dirigenziale). L’operato del sindaco è stato legittimo.12 il sindaco Dolini, ha ricordato Menclossi, disse a riguardo, nel 2012: “La signora Sonzogni ha perso la mia fiducia…L’area Servizi alla persona del Comune di Pandino non è una sua proprietà privata di cui disporre a piacimento…Più volte ha tentato di minare alle fondamenta la serena convivenza dell’ufficio, istigando operatori e utenti contro il comune…” E se qualcuno oggi non lo ricorda, forse non c’era. Chi c’era, lo ricorda.

Menclossi si libera anche delle accuse che Sonzogni, con cui per sua stessa ammissione ha avuto un rapporto altalenante, che si è visibilmente andato guastando negli anni. “Lavorare con Sonzogni non è stato né facile, né piacevole; sicuramente abbiamo una diversa filosofia di vita, ma arrivare ad accuse gratuite e infamanti è cosa indegna”. Le accuse nello specifico sono: “ingerenza nell’operato del tecnico e pressioni esercitate per orientare la sua azione”. Menclossi spiega che come assessore è intervenuta nelle attività dell’assistente sociale per “capire e collaborare, e ho presentato proposte per risolvere problemi o per realizzare progetti”. Ammette di aver espresso dubbi, chiesto cautele, di essersi detta preoccupata da come Sonzogni agiva, chiedendo delicatezza “in particolare per l’area famiglia e minori grazie alle competenze e alla sensibilità che mi veniva dalla mia lunga esperienza scolastica di insegnante”. Ma, ovviamente, l’ex assessore per questioni di privacy non può fare esempi. Chi a Pandino ha avuto a che fare con i Servizi Sociali in quegli anni li conosce da sè, gli esempi.

Alle molestie, però, Menclossi non fa cenno. Anche perché “la questione merita discrezione”. Parla di ruoli, di equilibri delicati tra lei e Sonzogni, che hanno portato la vicesindaco a non avere più fiducia nella dirigente e, alla fine, il sindaco a non rinnovarle il ruolo di responsabile.

“Quale è il ruolo di un assessore? Un semplice spettatore che avvalla quanto fa il tecnico o colui che si mette in gioco perché delegato dal sindaco a realizzare, nel suo settore, il progetto di paese scelto dagli elettori? Tale delega implica, secondo la legge, di dare ai tecnici indirizzi specifici da realizzare e obiettivi da raggiungere con il budget assegnato. L’assessore deve vigilare e verificare affinché le azioni tecniche vadano nella direzione programmata. E’ eticamente possibile e accettabile che un’assistente sociale utilizzi a scopo personale casi delicati che meriterebbero tanta discrezione? La deontologia della sua professione lo permette? E’ utile al buon giornalismo usare le informazioni essenzialmente in modo scandalistico, ricorrendo a titoli altisonanti e fuorvianti? Chi ha un ruolo di responsabilità pubblica e ha legittimamente accesso a documenti riservati e dati sensibili, persegue il bene comune sbandierando le informazioni senza operare prima un minimo di discernimento, arrivando a usare parole pesanti e infamanti? Parole come ‘ connivenza’, ‘ coperture’, ‘ clima omertoso’, ‘ prevaricazione’ hanno un significato preciso e chi le usa come può farlo con tanta disinvoltura e meschinità? Sono questi gli interrogativi essenziali per chi vuole operare nella sfera pubblica e, sicuramente, sarebbe più opportuno confrontarsi su questi temi, invece di rincorrere polemiche e, attraverso attacchi mirati alle persone, generare conflittualità, nel tentativo di ottenere consenso per i propri scopi”.

Menclossi infine puntualizza: personalmente nel 2010, dopo aver ricoperto per 15 anni diversi incarichi, avevo deciso di terminare la mia esperienza e non avevo nessun ruolo all’interno della nuova amministrazione. Il suo ruolo (vicesindaco e Politiche Sociali) era infatti passato a Polig. Nel 2012 l’assistente sociale Sonzogni ha denunciato il comune al Giudice del lavoro . L’iter processuale per giungere alla sentenza di primo grado è durato sino alla fine del 2016.

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About silvia*

Sono una giornalista professionista. Questi sono i miei articoli (e foto) relativi i comuni di Rivolta d'Adda, Agnadello, Spino d'Adda, Pandino, Palazzo Pignano, Dovera.

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