LETTERE – Agnadello, Calderara, il sale, Uberti & Gandini,

24 gennaio 2017

agnadello, Senza categoria

GIOVANNI CALDERARA

GIOVANNI CALDERARA

A volte faccio veramente fatica a credere a ciò che leggo. Mi chiedo perché, nel mio paese, sia tanto difficile sradicare quel ceppo di analfabetismo politico che è stato da tempo debellato  in larga parte della penisola. Da sindaco, mi sento in qualche modo corresponsabile, anche perché gli esempi peggiori  di questo ritardo culturale, portano la firma di consiglieri comunali eletti, o approdati al Consiglio Comunale per interposte dimissioni. In verità, c’è anche qualche anonimo commentatore esterno (al Consiglio) che fa da collante alla stagnazione culturale: si limita però ad esprimere, rigorosamente sotto falso nome,  un “mi piace”,  a commento di autentiche cretinate della cui veridicità evidentemente se ne infischia. L’ultima dimostrazione pratica riguarda l’impiego del sale sulle strade ghiacciate.

Ebbene, mentre metà Italia è sommersa dalla neve e martoriata da interminabili eventi sismici, taluni d’intensità disastrosa, e l’altra metà è stretta nella morsa del gelo,  che ha causato un picco di ricoveri ospedalieri per fratture conseguenti a cadute determinate dalle lastre di ghiaccio che si sono formate, il consigliere Uberti e l’ex consigliere Gandini non trovano di meglio da fare che gridare allo scandalo per l’abbondanza di sale che un paio di volontari hanno sparso sui marciapiedi di via Padre Marcellino. Il fatto che l’anomalia sia stata riscontrata in una sola via del paese, per i due esponenti dell’opposizione  non conta nulla. Per loro, l’eccesso di zelo di due volontari equivale ad  “ una indicibile colpa grave del sindaco…uno spreco inutile di denaro e risorse per il paese…un tentativo di imitare Vanna Marchi”, forse protagonista, se ho ben capito, di una nuova trasmissione della quale il consigliere Uberti è  un fedele spettatore.

Non c’è niente da fare: anche se scoppiasse il terzo conflitto mondiale, l’unica preoccupazione di questi due raffinati interpreti della politica locale, sarebbe quella di “sparare” sul nemico più odiato, l’insopportabile sindaco alla  cui soppressione (si spera solo politica) stanno dedicando la loro rancorosa e per niente invidiabile esistenza.

Nella foga di dimostrare che uno è più aggressivo dell’altro, i due fanno a gara a chi la spara più grossa. Quello che sembra più dotato (non parlo di acume ma di aggressività e fantasia) arriva persino ad insinuare che, nel mentre avrei sprecato sale in via P. Marcellino, avrei anche impartito disposizioni di non spargerlo sui nuovi asfalti fatti in autunno, per evitare lo sgretolamento degli stessi, come da autorevole previsione tecnica da lui anticipata per tempo ai giornali. Insomma, avrei architettato un diabolico  piano incentrato sul sale, per fargli fare la figura del fesso.

Capirete che, a fronte di una così ponderata insinuazione, un sindaco è combattuto tra l’opportunità di replicare ironicamente alla bufala e la tentazione di attivare  un T.S.O.,  per verificare che nelle vene  di chi l’ha inventata non scorra bile al posto del sangue.

Sforzandomi di mantenere un profilo istituzionale, preciso che: 1°-  lo spandimento preventivo del sale su tutte le vie del paese viene regolarmente eseguito con parsimonia dall’impresa che si è aggiudicata l’appalto; 2°- la quantità di sale utilizzata nel corso degli ultimi due inverni è meno della metà di quella che veniva utilizzata (a parità di condizioni atmosferiche) quando Uberti era responsabile (si fa per dire!) dei lavori pubblici e Gandini si occupava (a modo suo!) dell’ambiente; 3°- quando Uberti  annuncia (Vanna Marchi docet?) che le asfaltature dell’anno scorso sono destinate a sgretolarsi, prende spunto dai pochi tratti di “tappettino d’usura” fatti dalla sua giunta, spaccati al centro strada, forse proprio per l’effetto dell’erosione del sale usato (o sprecato?) a quel tempo in dosi massicce; 4°- se “il sale danneggia le calzature” vuol dire che, rispetto a qualche anno fa, è dimezzato il danno alle suole ed anche il lavoro dei calzolai; 5°- dato che la composizione chimico fisica del sale non è cambiata, “la potente azione corrosiva sul cemento” risulta quantomeno dimezzata in proporzione al dosaggio  assentito dagli ex assessori nell’inconsapevole svolgimento del loro ruolo.

Per quanto concerne infine  la sottile evocazione della “quantità del sale in zucca”, lascio volentieri ai lettori la libertà di valutare il paragone tra il prima e il dopo, limitandomi a ricordare che sul quesito  gli agnadellesi si siano già chiaramente espressi a metà del 2014.

 

Giovanni Calderara

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About silvia*

Sono una giornalista professionista. Questi sono i miei articoli (e foto) relativi i comuni di Rivolta d'Adda, Agnadello, Spino d'Adda, Pandino, Palazzo Pignano, Dovera.

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One Response to “LETTERE – Agnadello, Calderara, il sale, Uberti & Gandini,”

  1. SERGIO Says:

    Questa lettera l’avrebbe potuta scrivere anche l’ex sindaco direttamente a
    Lei…quindi non faccia ora la persona di buon senso, fa solo ridere!

    Reply

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