L’ANGOLO DI MARMILIA – UN RAGAZZO SPECIALE

15 luglio 2017

pandino

Era un bambino speciale! Quando la mamma lo condusse a scuola per la prima volta, mi disse: “Cade facilmente, sarebbe bene avvertire l’insegnante”.   Si pensava che il ‘disturbo’ sarebbe stato superato col passare del tempo. Aveva solo sei anni! Non si sapeva ancora che cosa l’aspettava nella vita!

Di anno in anno, poi lo si ammirò per la sua intelligenza, per come si esprimeva, per ciò che scriveva. Ma a camminare faceva sempre più fatica, occorreva il passeggino e i compagni facevano a gara per spingerlo e accompagnarlo. E il maestro Tubertini, suo insegnante, non esitava a prenderlo in braccio se il sentiero era difficile.                               

Ricordo quel nostro viaggio a Calino nei vigneti dei conti Maggi di Gradella per partecipare alla vendemmia. Il sentiero era in salita e il maestro se lo prese in braccio e lo portò fino alla spianata, permettendogli di partecipare alla raccolta dell’uva! Mi sono commossa ed ho dovuto nascondere le lacrime.      E poi ci fu il giorno della “Festa della primavera” sul prato della scuola che era stata organizzata per salutare la direttrice che andava in pensione: era il 1977. Per festeggiarmi c’era un vasto programma di canti e balletti, di poesie e di discorsi con molti genitori ed autorità.                     

C’era anche il Provveditore agli studi, il dr, Ariano, seduto accanto a me e si accorse di quel bambino sul passeggino e mi chiese chi fosse. Glielo spiegai e volle conoscere la madre, che era proprio dietro di noi. Le fece a lungo domande, togliendosi spesso le lenti per asciugarsi gli occhi. Piangeva anche la mamma. Ormai si sapeva il terribile nome della malattia di Massimo: distrofia muscolare, progressiva e incurabile.                                                                                                                                 

Ho rivisto Massimo anni dopo, a casa sua, trasformata quasi in una corsia dì ospedale, coi compagni di scuola che si alternavano ad andare a fargli compagnia, a parlare e scherzare con lui che sembrava sempre sereno: scriveva col computer, a fatica, stupende poesie, si interessava a tutti i problemi!                                                                                                                                                                                                                 

I genitori erano riusciti ad ottener che lo lasciassero portare a casa, dopo che una operazione, indispensabile, gli aveva tolto anche la voce. La sua stanza fu arredata come una stanza di ospedale con tutti gli apparati che potevano servirgli e con un elenco di numeri telefonici di medici che si dicevano pronti ad intervenire a qualsiasi ora del giorno e della notte, se la madre avesse notato delle difficoltà.

Vorrei fare i nomi di questi medici generosi, ma so che hanno sempre preferito il silenzio. Li ho sempre ammirati!

Massimo intanto si era iscritto all’Istituto Magistrale di Crema e seguiva le lezioni attraverso la radio collegata alla classe e con l’aiuto di alcuni insegnanti che gli facevano avere, o addirittura che gli facevano visita a casa coi riassunti delle lezioni. Così visse Massimo Brusabò per mesi, per anni! Nello strazio di compagni ed amici e, naturalmente, dei suoi cari! Tutti capivano i suoi gesti, i suoi sguardi, i suoi dolorosi sorrisi.

Quando morì, in una cerimonia speciale, si presentò un documento in cui, su proposta dell’Istituto Magistrale di Crema, MASSIMO BRUSABO’, “HONORIS CAUSA” , era dichiarato “MAESTRO”! Il suo sogno si era realizzato, ma lui non c’era più!

Addio Massimo! Grazie degli esempi che ci hai dato durante la tua vita!

Marmilia


Massimo è morto a 29 anni di distrofia muscolare, e nerl 2000 l’istituto Albergoni (ora Racchetti) con il Comune – e la collaborazione della famiglia e di Diego Bragonzi Bignami – istituì un concorso di poesia che durò 10 anni e poi scomparve

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About silvia*

Sono una giornalista professionista. Questi sono i miei articoli (e foto) relativi i comuni di Rivolta d'Adda, Agnadello, Spino d'Adda, Pandino, Palazzo Pignano, Dovera.

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