EDITORIALE CASUALE DELLA DOMENICA – Tutti gli amministratori parlano di biblioteche, ma forse nessuno di loro ci va

LA SALA COMPUTER, CD e DVD DELLA BIBLIOTECA DI RIVOLTA

LA SALA COMPUTER, CD e DVD DELLA BIBLIOTECA DI RIVOLTA

Uno degli argomenti caldi in questi giorni in provincia di Cremona è la Rete Bibliotecaria Cremonese (RBC) che si occupa tra l’altro del prestito interbibliotecario. Di cui io sono drogata e dipendente. Ora, l’editoriale di oggi sarà forse complicato, ma intendo spiegare a chi avrà la pazienza di ascoltare cosa è successo nell’assemblea che ha deciso di alzare le quote a carico dei comuni, che servizi offre la Rete e cosa politicamente sta dietro la scelta di alzare le quote.

Si ricorderà che il presidente di RBC è stato per quasi un anno Alessio Marazzi, non più assessore di Pandino perché dimessosi. Fu infine sostituito con il suo vice, il sindaco Pierguido Asinari. Il vicepresidente è quindi diventata Elisabetta Nava, assessore di Rivolta d’Adda, unica candidata alla carica. Tutti e tre, Marazzi, Asinari e Nava, militano (o hanno militato, nel caso del primo) in giunte di Centrosinistra.

Nava e Asinari, con il rappresentante della Provincia Carlo Vezzini, sindaco di Sesto ed Uniti, fanno parte dell’Ufficio di Presidenza. Esso lavora con un Comitato Ristretto. Di cui facevano parte, prima di diventare rispettivamente vicepresidente di RBC e presidente della Provincia, anche Nava e Vezzini. Ma guardate com’è piccolo il mondo.

Entrando nella Presidenza, i due hanno liberato due posti nel Comitato Ristretto. Posti che sono stati occupati da Pandino (perché insomma, Pandino è taaaaanto lontano da Rivolta che era giusto rappresentasse anche il suo territorio. E poi insomma, Pandino ha avuto un presidente non assessore per mesi e mesi, una ricompensa se la meritava!) e Gontardo, che fa parte di un’Unione dei Comuni. Ovviamente comuni PD.

Con loro sono nel ristretto Annicco, Casalmaggiore, Crema, Persico Dosimo, Pianengo, Pizzighettone, Offanengo e Scandolara Ravara. Questi sono i comuni che hanno deciso di reagire alla scelta della Provincia di rendere indisponibili i 60mila euro da sempre messi su RBC aumentando la spesa a carico dei comuni. Nonostante che Casalmaggiore si sia detto contrario in assemblea e poi paradossalmente abbia votato a favore della scelta. Misteri della Fede.

In dicembre, Vezzini ed Asinari avevano detto all’assemblea che, “nel caso Regione Lombardia avesse mantenuto l’attuale assetto organizzativo in relazione alle Reti bibliotecarie, si sarebbe approcciato il bilancio con una visione pluriennale che accompagni le attività della RBC sino alla scadenza della Convenzione (quindi anni 2015 e 2016). Si proporrà ai comuni aderenti alla rete di lavorare su un bilancio pluriennale assumendo gli impegni di spesa su entrambe le annualità. Ciò consentirà alla Rete di garantire i servizi ai comuni con stabilità e continuità per i prossimi due anni, favorendo anche una maggiore efficienza organizzativa ed amministrativa fondata sulla possibilità di intraprendere gare e siglare contratti pluriennali”.  Non esisteva un piano B da attuare nel caso – come è accaduto -la Provincia decidesse di non erogare più i fondi usuali su RBC, né Vezzini fece cenno all’eventualità.

La parte più comica è arrivata infine la settimana scorsa, quando si è deciso di aumentare le quote carico ai comuni perché la Provincia ha deliberato di non versare più la sua parte (la Provincia ovviamente dà la colpa alla Regione. Lo Stato sceglie di tagliare alla Regione, la Regione alla Provincia, la Provincia fa la scelta politica di dove tagliare, ovvero sulle biblioteche, ed è ora che la Provincia lo ammetta: per lei le biblioteche sono qualcosa su cui si può tagliare).

Vezzini ha spiegato che “salvaguardare la Rete Bibliotecaria Cremonese significa garantire un servizio importante per i cittadini e le comunità del territorio. Per questo sottolinea la necessità di attuare ogni sforzo possibile da parte di tutti per mantenere la qualità ed efficienza che sino ad oggi ha contraddistinto i servizi della Rete Bibliotecaria Cremonese. RBC è il primo banco di prova per l’attuazione di servizi di Area Vasta, in piena sintonia col quadro giuridico e normativo. Sottolinea come la Provincia stessa debba far fronte a tagli decisamente significativi. Ricorda altresì quanto sia importante, pur con dei sacrifici, mantenere attivo un servizio di eccellenza come la RBC che risulta essere molto efficiente seppur con costi inferiori rispetto ad altri settori.” (dal verbale). Uno pensa: beh Vezzini caro occhioni belli, se va fatto ogni sforzo per mantenere la Rete, inizia a farlo tu con la Provincia che rappresenti.

LA BIBLIOTECA DI RIVOLTA

LA BIBLIOTECA DI RIVOLTA

Ma no, Vezzini voleva dire che spetta ai comuni coprire il buco, o sono degli amorali. Ovvero:  lo Stato sceglie di tagliare alla Regione, la Regione alla Provincia, la Provincia fa la scelta politica di dove tagliare e i comuni la scelta politica di pagare anche per la Provincia (e per il comune PD di Cremona, che versa una quota annua di 4.800 euro per stare nella Rete. Per intenderci, versa quanto Pandino, più o meno). E se la RBC è il “primo banco di prova dell’Area Vasta” (ovvero della Provincia), la Provincia ha fallito alla prima prova, dato che ha abbandonato le biblioteche che sono state salvate dai comuni (che aumenteranno le tasse o taglieranno altri servizi, per mantenere la Rete, che ora costa di più).

Nonostante il surplus di personale dipendente dalla Provincia (perché per legge va dislocato), il coordinatore RBC è Francesca Moruzzi, non un dipendente provinciale, ma del comune PD di Crema (che così si vede la dipendente pagata in parte dalla Rete). Forse è il caso di liberarla da questo gravoso incarico al fine di tagliare le spese.

Mantenendo le quote di adesione invariate (0,50 euro pro capite per i comuni con biblioteca e 0,35 euro pro capite per i comuni con punto prestito), scelta che è stata cassata dalla assemblea (nonostante in molti, da Vescovato a Trigolo, si siano detti contrari alla scelta, poi però votandola),  la Rete bibliotecaria può garantire il prestito interbibliotecario, seppure si dice che – ma forse è terrorismo – potrebbe essere necessaria una revisione del numero di passaggi nelle biblioteche riducendone, forse, la frequenza. Si mantiene la catalogazione, ovvero l’inserimento dei libri nel sito OPAC da cui gli utenti effettuano le prenotazioni, e la collaborazione con Brescia, che, come chiunque usi OPAC sa, ha il maggior numero di libri, i più belli e i più ricercati. Si sospende quindi Media Library On Line (MLOL), l’attività di promozione di MLOL (come utente, non so cosa sia), l’help desk per utenti e bibliotecari (in realtà, pare che i fondi erogati per l’aggiornamento venissero usati per un convegno che si svolge guardacaso a Crema), l’acquisto per i ragazzi (anche questo è poco chiaro), la promozione alla lettura (che viene in ogni caso pagata anche dai comuni), la formazione (vedi alla voce convegno a Crema), le aperture extra time (bugia: le aperture sono effettuate dai bibliotecari, che sono dipendenti comunali), la gestione delle aperture delle biblioteche (come sopra), le attività di supporto presso le sedi bibliotecarie per affiancare il personale dei comuni che ne abbia necessità (idem). Dall’elenco fatto da Moruzzi e che ho appena riportato, è evidente che de facto non aumentare le quote a carico dei comuni comporterebbe solo rinunciare alla Media Library e che le altre sono voci messe per fare terrorismo perché mai utilizzate dall’utenza o già a carico (del tutto o in parte) dei comuni. Nonostante ciò, il gruppo a maggioranza PD  in Comitato Ristretto ha deciso, e la pavida assemblea ha votato, di aumentare le quote a carico dei comuni (tasse indirette sui cittadini). Si paga 0,75 euro pro capite per i comuni con biblioteca e 0,60 euro pro capite per i comuni con punto prestito (esempio, Quintano).

Per ottenere cosa a vantaggio di noi accaniti lettori? L’attività di formazione (il convegno di Crema), l’incremento del patrimonio multimediale (Media Library) , la promozione alla lettura e i laboratori (già comunque pagati in parte dai comuni), le attività di supporto alle biblioteche presso le loro sedi (i bibliotecari assunti tramite Charta, che possono benissimo essere pagati dai comuni, come già fanno ad esempio Agnadello, Palazzo Pignano o Rivolta d’Adda) e la figura del coordinatore, la celebre Moruzzi di Crema, che resterebbe in servizio 2 giorni alla settimana anziché 3 (negli altri fa la bibliotecaria di Crema. L’assessore Paola Vailati ha persino fatto notare in assemblea che il comune di Crema mette a disposizione della rete la professionalità del coordinatore che è al contempo direttrice della biblioteca di Crema. Senza forse rendersi conto di cosa stava dicendo).

Per intanto, durante l’assemblea, è stata Moruzzi e non Asinari a spiegare le linee guida che hanno portato a decidere di rivedere le quote (scelta che le permette di restare in carica come coordinatore, pagata con l’aumento di quota dai comuni della Rete).

Beh io da lettrice direi che non è un grande guadagno. Che Media Library garantisce di vedere la versione cartacea di alcuni giornali: La Repubblica, La Stampa, Il Corriere della Sera,la Gazzetta dello Sport. Possiamo trovarli su siti appositi e gratuiti. Di scaricare ebook. Che possiamo trovare altrove gratuitamente. Di ascoltare musica, ma dai, esiste Spotyfy. Per i film? ecco. E che sarebbe bello cambiare coordinatore, non fosse per vedere se il mondo con qualcun altro al posto di Moruzzi non sia per caso un posto migliore. E che pagare convegni a Crema non è divertente.

Contrari alla scelta sono stati solo due comuni: Soncino e Salvirola. Il comune sull’Oglio ha sostenuto che “i comuni sono già troppo gravati da continui aumenti per sopperire alla carenza di servizi che precedentemente erano garantiti anche economicamente da altri enti”. E ha ragione. Salvirola (forse l’unico amministratore che è entrato nel merito del servizio e che forse lo usa), ha detto che Media Library On Line è superfluo e trascurabile. Ora Salvirola è il mio idolo.

L'INAUGURAZIONE DA PARTE DELL'ASSESSORE DORDONI DELLA BIBLIOTECA DI SPINO

L’INAUGURAZIONE DA PARTE DELL’ASSESSORE DORDONI DELLA BIBLIOTECA DI SPINO

Casalmaggiore ha proposto di mantenere temporaneamente la RBC attraverso i soli servizi essenziali, escludendo promozione, formazione e di attendere l’esito delle decisioni regionali circa lo stanziamento dei fondi prima di procedere all’incremento delle quote. Stessa cosa ha fatto Trigolo. Che poi hanno votato a favore dell’aumento.

Faccio un appello: amministratori, rendetevi conto che la Provincia ha deciso che per lei le biblioteche possono andare a mare, che non investirà su di essi, e che la colpa è sua, della Provincia, non vostra. Che nessuno vi garantisce che nel 2016 non ci saranno altri tagli e a voi sarà chiesto di pagare di più. Che OPAC permette ai comuni senza biblioteca di garantire il prestito e ai comuni che poco investono sulla cultura (comuni amorali, ma tantissimi) di avere libri nonostante il comune non spenda molto per l’acquisto. Di media, i comuni investono non più di 3mila euro per comprare i libri (e spesso comprando libri di merda), Rivolta d’Adda ne spende 15mila. Media Library non serve, è un servizio fatto male, che vorrei sapere in quanti usano. Non ci sono due quote in RBC (chi ha la biblioteca e chi no), ma tre, chi ha la biblioteca,m chi no e Cremona. Chiedete un adeguamento.

Alla fine, la Provincia PD ha deciso che delle biblioteche se ne fregava. La Presidenza PD ha deciso di coprire la Provincia, il Comitato Ristretto a maggioranza PD ha avvallato. E i comuni a maggioranza PD (e quelli non PD un po’ ignoranti) sono andati dietro come pecoroni per non fare la figura di essere quelli che delle biblioteche se ne fregano. Senza sapere che noi utenti delle biblioteche lo sappiamo già chi se ne frega delle biblioteche. Lo sappiamo perché ci veniamo nelle vostre biblioteche vediamo quanto sono aperte e che (e quanti!) libri comprate, in che stato sono e come stanno in disordine sugli scaffali. Quindi evitate di prenderci per il naso

 

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About silvia*

Sono una giornalista professionista. Questi sono i miei articoli (e foto) relativi i comuni di Rivolta d'Adda, Agnadello, Spino d'Adda, Pandino, Palazzo Pignano, Dovera.

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